Armi da circo: storia del tiro acrobatico e altre prodezze.

Armi da circo: storia del tiro acrobatico e altre prodezze.

Schiacciato da crisi economiche e animalisti, con un pubblico sempre più sedotto da sofisticate tecnologie, il circo sembra ormai avviarsi verso la strada del crepuscolo. Ma vi è stato un tempo in cui questa straordinaria tradizione era capace di coinvolgere spettatori di ogni età, cultura e ceto sociale.

Svolto spesso in forma itinerante comprendeva valenti prove come numeri aerei, acrobazie ed equilibrismi, spettacoli di giocoleria, di comicità eccentrica, di animali ammaestrati e di arte equestre: performance in cui rischio e destrezza erano le componenti essenziali.

E le armi, vere o finte, finirono per costituire un mezzo impiegato talvolta negli spettacoli circensi per la loro intrinseca caratteristica di suscitare emozioni. Se lame affilate e scintillanti aumentavano il brivido di chi assisteva alle evoluzioni dei giocolieri, il fragore dei colpi e l’odore di polvere da sparo concorrevano ad aumentare la partecipazione degli spettatori.

Tra i numeri eseguiti con le armi vi erano quelli di abilità di tiro con pistole o fucili impugnati in posizioni acrobatiche o addirittura lanciati in aria e poi utilizzati per un celere tiro di incredibile precisione. Alcuni artisti erano particolarmente specializzati con le armi da fuoco, soprattutto nei circhi americani negli anni della Belle Époque. Ne ricordiamo alcuni tra i più famosi.

Prodezze da baraccone a mano armata

Paul Conchas era il nome d’arte del tedesco Paul Hutt. Nato nel 1875, fece il suo esordio nel 1895 e calcò la sabbia della pista fino alla sua morte, avvenuta nel 1916. Divenne un celebre giocoliere usando oggetti pesantissimi (per esempio un cannone o varie palle da cannone) ma si esibì spesso anche in manovre con due o tre fucili muniti di baionette, con cui sparava lanciandoli in aria. Un contemporaneo meno conosciuto di Conchas era Troba, sempre di origini europee: eseguiva numeri analoghi con tre fucili.

Paul Conchas si esibiva spesso in numeri di giocoleria sparando con due o tre fucili muniti di baionette, che faceva roteare come clave.
Paul Conchas si esibiva spesso sparando con due o tre fucili  che faceva roteare come clave.

L’australiano Thomas Horton, in arte Anglo, era specializzato in un esercizio con tre pistole, sparando un colpo ogni volta che ne afferrava al volo una, prima di lanciarla nuovamente in aria. Anglo è ricordato anche per aver scritto un importante manuale di giocoleria, pubblicato postumo nel 1907, in cui compariva una sezione dedicata a numeri eseguiti con le pistole e con i fucili. Questi numeri dovevano essere così diffusi che gli editori del libro, The Hamley Brothers, vendevano rivoltelle appositamente modificate.

Anglo fu noto purtroppo non solo per le sue doti artistiche ma anche per aver sparato e ucciso la sua seconda moglie poco tempo dopo aver scritto il volume nel 1904, avendola sorpresa per strada con un altro uomo. Dichiarato colpevole, fu giustiziato per questo crimine.

Ma torniamo all’incanto del circo che mirava a far sognare gli spettatori. I costumi esotici e le ambientazioni orientali favorivano questo effetto e diversi tiratori impersonavano personaggi di Paesi lontani. Lo statunitense Frank Kissell (1865-1940) si esibiva con il nome d’arte Hadj Lessik nei panni di un arabo che eseguiva numeri da giocoliere con le spade e di abilità con i fucili. Univa una non comune precisione nel tiro all’uso di trucchi. Una delle sue esibizioni più apprezzate si basava su un grande bersaglio, in apparenza molto simile a uno ordinario, che però, quando il proiettile giungeva a segno, si apriva mostrando tre bandiere di seta con i ritratti di Lincoln, Grant e Washington.

Tutto questo aveva luogo al circo e negli spettacoli di vaudeville, l’equivalente statunitense del nostro ‘varietà’, un genere di intrattenimento popolare composto da numeri di acrobati, brani musicali e vocali eseguiti da orchestrine familiari, esibizioni di comici, giocolieri, maghi e animali ammaestrati.

Una locandina del tiratore Ira Paine alle Folies Bergère: rischio e suspense segnavano le esibizioni con la moglie Margaret E. McLaughlin.
Una locandina del tiratore Ira Paine alle Folies Bergère.

Un personaggio particolarmente famoso fu Ira Paine (1837-1889). Dopo aver svolto l’apprendistato da idraulico si unì a un quartetto musicale scoprendo di amare il palcoscenico. Nel contempo aveva scoperto di possedere un talento nel tiro al piccione e divenne presto un abile tiratore con pistole e fucili. Dopo essersi sposato con Margaret E. McLaughlin avviò con lei una carriera di grande successo. Rischio e suspense contraddistinguevano i loro numeri di tiro di precisione; in uno di questi, per esempio, Margaret indossava un casco appositamente progettato su cui veniva posizionata una pallina di vetro piena di piume. Sparando sul bersaglio Ira provocava così una scenica esplosione che piaceva particolarmente al pubblico.

Andò in tournée in Europa esibendosi in circhi e in spettacoli privati fra cui uno dinanzi al re del Portogallo che lo nominò cavaliere. Nel settembre 1885 gareggiò contro il famoso tiratore Joseph Schulhoff di Vienna; concluse la carriera morendo di malattia nel 1889 mentre si esibiva alle Folies Bergère di Parigi. La Smith & Wesson No. 3 calibro .44 Russian usata da Ira Paine è oggi di proprietà di un collezionista statunitense.

Annie Oakley adornata di moltissime medaglie vinte in competizioni di tiro: fu una vera star del Wild West Show, il vaudeville di Buffalo Bill.
Annie Oakley adornata di moltissime medaglie vinte in competizioni di tiro.

Tra i tiratori spettacolari più famosi fu celebre una donna, Annie Oakley, nome d’arte di Phoebe Ann Mosey (1860-1926). La sua storia è da romanzo e ricalca il tipico modello del sogno americano. A seguito della morte del padre trascorse un’infanzia poverissima in Ohio; da giovanissima fu costretta a cacciare per sfamare la madre e i fratelli. A vent’anni assistette a Cincinnati a una esibizione del tiratore Francis E. Butler (1850–1926) che aveva sostenuto di poter battere qualsiasi tiratore dilettante locale. La Oakley vinse la gara e Butler cominciò a corteggiarla finendo per sposarla l’anno seguente.

Qualche tempo dopo, nel 1885, iniziarono a esibirsi con il Wild West Show, il vaudeville di Buffalo Bill. Le esibizioni della Oakley continuarono in Europa, dove mostrò la sua abilità nel tiro di precisione per la regina Vittoria e per altri sovrani: è passata alla storia per aver colpito una sigaretta tenuta dal futuro kaiser Guglielmo II, allora Principe di Prussia.

Donna di straordinaria tenacia fu sostenitrice dell’impiego delle donne in operazioni di combattimento da parte delle forze armate statunitensi giungendo persino a scrivere un appello al Presidente William nel 1898, in vista della guerra ispano-americana; nel 1901 fu costretta a intraprendere la carriera di attrice teatrale nello spettacolo di Buffalo Bill a causa delle ferite riportate in un incidente, ma continuò a praticare il tiro a segno fino alla vecchiaia considerando l’uso delle armi una preziosa forma di esercizio fisico e mentale.

I cannoni fanno spettacolo

Non solo pistole e fucili ma anche cannoni! Aumentando il frastuono dello sparo, dovrebbero aumentare le emozioni; questo almeno sembra essere il ragionamento degli artisti circensi che decisero di mettere in scena esercizi utilizzando cannoni veri o finti. Un filone di numeri di grande successo è consistito nel lancio di un proiettile umano mediante una bocca da fuoco appositamente progettata. La palla di cannone umana atterrava poi su una rete o su balle di fieno collocati nel punto di atterraggio previsto.

La prima persona sparata con un cannone da spettacolo fu la giovane Zazel, cioè Rossa Matilda Richter, al Royal Aquarium di Londra nel 1877.

Il primo proiettile umano, lanciato al Royal Aquarium di Londra nel 1877, era una ragazza di quattordici anni chiamata Zazel, il cui vero nome era Rossa Matilda Richter (1863–1937). Fu lanciata da un cannone a molla inventato dal canadese William Leonard Hunt, noto con il nome d’arte The Great Farini che fu poi usato dal Circo Barnum. In Italia la prima rappresentazione documentata di un tale numero, eseguito come dicevano le locandine mediante un ‘cannone Krupp’, ebbe luogo al Teatro Guidi di Pavia nel 1882.

Un artista circense italiano lanciato da un ‘cannone Krupp’ nella rara locandina di una esibizione ‘meravigliosa’ al Teatro Guidi di Pavia nel 1882.
Un artista lanciato da un ‘cannone Krupp’ nella locandina di una esibizione ‘meravigliosa’ al Teatro Guidi di Pavia nel 1882.

Le locandine dello spettacolo sono particolarmente interessanti e dovevano essere di sicuro impatto sul pubblico dell’epoca, non ancora abituato agli effetti speciali del cinema. Alcune di esse giocavano ad associare tra l’altro la bellezza del soggetto che si esibiva come proiettile umano e il rischio di una simile esibizione. Particolarmente curiosa in questo senso è una locandina della Femme Mélinite, la Donna Melinite (la melinite è un esplosivo a base di acido picrico, con nitrocellulosa), che nel 1887 aveva molto successo a Parigi.

Un ultimo personaggio da ricordare è il danese M. John Holtum. Dopo una adolescenza trascorsa imbarcato come marinaio, si guadagnò un fisico invidiabile grazie alle fatiche del lavoro. Trasferitosi in California intraprese la carriera di forzuto da circo. La sua specialità era incredibile: afferrare al volo palle di cannone sparate contro di lui da distanza ravvicinata. Dopo vari infortuni diventò capace di realizzare in modo straordinario questo esercizio che richiedeva enorme forza e riflessi velocissimi. Si esibiva in abiti succinti e proteggeva le mani soltanto con un paio di guanti. Non si è mai scoperto quale trucco utilizzasse; fra le ipotesi erano state avanzate quelle di palle più leggere e cariche ridotte di polvere nera. Malgrado Holtum avesse messo in palio cifre ingenti per chiunque fosse riuscito a emularlo, la sfida non fu mai raccolta da nessun altro. Morì per cause naturali, ormai benestante, nel 1919.

I tiratori acrobatici oggi

Oggi i tiratori acrobatici esistono ancora, anche se il loro modo di esibirsi è piuttosto cambiato, anche a causa delle leggi sul possesso e trasporto delle armi che renderebbero di fatto un incubo la vita di un tiratore girovago. La figura del tiratore acrobata contemporaneo è quindi essenzialmente legata alle aziende produttrici di armi e in questo campo l’italiana Benelli è stata la prima a intuire il grande potenziale promozionale di uno spettacolo di tiro offerto da un funambolo del fucile.

Tom Knapp è il primo e forse più noto tiratore acrobatico moderno: poiché utilizzava un fucile Benelli, fu subito cooptato dalla Casa di Urbino.
Tom Knapp è il primo e forse più noto tiratore acrobatico moderno: poiché utilizzava un fucile Benelli, fu subito cooptato dalla Casa di Urbino.

Fu così che nel 1993 lo statunitense Tom Knapp, che aveva appena stabilito un primato mondiale lanciando in aria a mano nove piattelli e colpendoli tutti con un colpo ciascuno in meno di due secondi, venne ingaggiato dall’azienda di Urbino come testimonial: per la sua incredibile esibizione Knapp aveva infatti utilizzato un fucile semiautomatico Benelli M1 Super 90 in calibro 12. Il tiratore americano si esibì per diversi anni anche in Italia, in occasione di fiere all’aperto come il Game Fair, riscuotendo un enorme successo. Durante i suoi show Knapp conquistò altri due primati: nel 2000, quando con un fucile a pompa Benelli Nova lanciò in aria e colpì otto piattelli in 1,87 secondi, poi nel 2004 quando migliorò il proprio record precedente, lanciando in aria a mano dieci piattelli e colpendoli tutti con un colpo ciascuno in 2,2 secondi.

Purtroppo Tom Knapp è scomparso prematuramente nel 2013, ma sarà sicuramente ricordato come il primo tiratore acrobatico moderno. Esempi delle sue gesta si possono ancora vedere su Youtube.

Altri tiratori acrobatici moderni sono Patrick Flanigan, di evidenti origini irlandesi, e Jerry Miculek. Il primo è il più veloce grilletto del mondo, avendo sparato nel corso di una esibizione dodici colpi di fucile semiautomatico in 1,2 secondi. Miculek invece spara con pistole semiautomatiche e a tamburo e detiene innumerevoli primati, alcuni ufficiali, altri informali. Leggendaria la sua esibizione del 1999 quando sparò otto colpi su un bersaglio con una rivoltella Smith & Wesson, in un secondo netto. Anche in questo caso il web ci aiuta a godere in sicurezza e comodamente seduti in casa le sue gesta, visto che Miculek ha un canale Youtube personale (Miculek.com) dove poter rivedere le sue imprese, oltre che alcune divertenti prove di armi stravaganti, in cui il tiratore si improvvisa attore, con una inattesa vis comica.

Jerry Miculek, leggendario recordman americano.
Jerry Miculek, leggendario recordman americano.

A differenza delle esibizioni circensi, quelle dei moderni tiratori acrobatici possono essere anche estremamente complesse e difficilmente ripetibili. È il caso del record conquistato dal tiratore statunitense David Miller il 16 maggio 2015, quando nel corso di un evento benefico è riuscito a rompere ben 3.653 piattelli in 60 minuti, stabilendo il nuovo primato mondiale certificato dal Guinness World Records.

L’operazione è stata resa possibile grazie a una perfetta organizzazione logistica: David Miller si è infatti servito di ben trenta fucili CZ modello 712 e 912 dotati di serbatoio tubolare maggiorato che un gruppo di assistenti via via ricaricava e gli passava sulla piazzola di tiro. Come si può vedere nel filmato dell’evento,  il campo era dotato di sedici macchine lanciapiattelli MEC che in un’ora hanno lanciato un totale di 5.265 piattelli. Le regole del Guinness dei primati prevedevano che ogni piattello dovesse essere rotto con un singolo colpo, che il bersaglio dovesse essere almeno a 10 metri dal tiratore e che l’arma fosse sostenuta completamente dal tiratore, senza appoggi. Quello di Miller quindi è un primato che per essere infranto richiederà uno sforzo organizzativo ed economico, e non soltanto atletico, che solo la sponsorizzazione di una grande azienda può garantire.

Il fantasista del fucile statunitense Dave Miller immortalato mentre stabilisce il record del mondo del 16 maggio 2015 a Harrisonville nel Missouri.
Il fantasista del fucile statunitense Dave Miller immortalato mentre stabilisce il record del mondo del 16 maggio 2015 a Harrisonville nel Missouri.

Possiamo affermare con un certo orgoglio che oggi il tiratore acrobatico più forte è italiano: Raniero Testa, nato in provincia di Frosinone nel 1977, dottore in Economia e commercio ma soprattutto infallibile con il suo fucile a canna liscia Winchester Super X3. Attualmente Raniero Testa è detentore dei seguenti record: partendo con fucile smontato, lo monta e colpisce un piattello in 1,9 secondi (nel 2011); infrange dodici piattelli, scagliati con un unico lancio, con dodici colpi in 2,36 secondi (2012); frantuma nove piattelli con nove colpi in 1,1 secondi (2013); sparando con una carabina semiautomatica Winchester SXR colpisce a 10 e 50 metri cinque bersagli in meno di un secondo (2014); distrugge da bendato venticinque piattelli su venticinque (2015); infine, colpisce il filo di una lama distante 100 metri con un proiettile calibro .308, tagliandolo in due parti ciascuna delle quali raggiunge e fa scoppiare altrettanti palloncini posizionati dietro la lama (2015).

Raniero Testa mostra il certificato del primato di venticinque piattelli su venticinque colpiti, con gli occhi bendati, sul campo di Lonato nel 2015.
Il tiratore Raniero Testa mostra il certificato del primato di venticinque piattelli su venticinque colpiti, con gli occhi bendati, sul campo di Lonato nel 2015.

Oltre a questi record Raniero Testa, che è sponsorizzato da Winchester e Aimpoint, compie altre incredibili acrobazie con fucili a canna liscia e rigata che si possono ammirare su Youtube o sul suo sito personale www.ranierotesta.it. Testa si esibisce regolarmente nelle fiere all’aperto come il Game Fair e presso campi di tiro.

In ultimo non si deve dimenticare il tiratore bergamasco Renato Lamera che dopo una lunga carriera ricca di soddisfazioni nel campo del Tiro a Volo olimpico si è dedicato con successo al ‘tiro a volo dinamico’. Nel 2005 conquistò il record di undici piattelli lanciati a mano e colpiti prima di toccare terra. Lamera è uno stimato istruttore e gestisce il campo L’isola del tiro a Cologno sul Serio, in provincia di Bergamo: nel suo sito personale www.renatolamera.it si possono trovare diversi filmati delle sue esibizioni.