International Shooting Day 2017

International Shooting Day 2017

Da cinque anni, il giorno precedente l’apertura dell’IWA, RUAG Ammotec invita quaranta giornalisti nella sua sede tedesca di Fürth per la presentazione e la prova di nuovi prodotti.

La sede della RUAG Ammotec di Fürth, dove si svolge lo Shooting Day.
La sede della RUAG Ammotec di Fürth, dove si svolge lo Shooting Day.

Lo spirito può sembrare a tratti un po’ goliardico – in fin dei conti ormai ci conosciamo quasi tutti – ma come detto l’occasione è ambita anche perché è possibile provare a fuoco, in assoluta anteprima, i nuovi prodotti in campo armiero o le nuove munizioni. Quando poi giungerà il momento di scrivere i relativi articoli per le rispettive riviste non si partirà da zero ma da impressioni già ottenute. Quest’anno allo Shooting Day partecipavano come espositori Mauser, Merkel, GeCo, Sauer, Blaser, Norma, Zeiss, Kahles, Leica, Härkila e naturalmente RWS; gli invitati erano suddivisi in gruppi che si avvicendavano nei vari poligoni di RUAG Ammotec di Fürth.

La Stryk-2 è la nuova versione della Stryker di Arsenal Firearms.
La Stryk-2 è la nuova versione della Stryker di Arsenal Firearms.

Le armi e le munizioni

A inizio giornata il briefing si è tenuto nell’ormai tradizionale tepee doppio in cui si stava approntando l’esposizione dei fucili Mauser di cui leggerete più oltre, i mini-stand di Härkila e i bipiedi Spartan di Javelin Pods, con attacco magnetico a un supporto speciale che si aggancia all’attacco anteriore della cinghia. Il bipiede, di fibra di carbonio, è in due misure di cui quella per il tiro a terra pesa meno di 150 grammi e sta comodamente in tasca in quanto in posizione retratta è lungo solo 20 centimetri; caratteristiche entrambe molto desiderabili per chi caccia in montagna e conosce il valore della riduzione del peso dello zaino (purtroppo la luminosità dell’ambiente era scarsa perché non erano ancora state installate tutte le luci e quindi la qualità della foto non è ottimale, ma ho cercato di rendere l’idea).

Le tre carabine Mauser: sulla destra le due della serie M12 con meccanica K98.
Tre carabine Mauser: a destra le due  M12 con meccanica K98.

Quanto alle nuove armi, Mauser presentava tre carabine, di cui due sull’intramontabile meccanica K98 ma la terza a diversa impostazione: una carabina con otturatore tipo Remington, cioè con espulsore a pistoncini (non me ne voglia la blasonatissima Mauser per l’accostamento).

Blaser aveva solo variazioni sulle armi già note; Sauer proponeva a sua volta una versione Stutzen della carabina 404 con il puntalino dell’astina di fibra di carbonio e l’interno della lunga astina rinforzato da una canalina anch’essa di fibra di carbonio. Considerato che la 404 ha calibri e canne intercambiabili, la fragile astina è ben protetta.

Sempre sotto il tepee era in mostra l’ultima versione della Arsenal Styker calibro 9 di Arsenal Firearms, che adesso si chiama Stryk-2, presentata da GeCo; un piccolo stand, per una sola persona alla volta, consentiva di provarla ovviamente con munizioni GeCo. Altrettanto ovviamente, trovandoci in Germania, si trattava di 9 Parabellum ma per l’italico mercato l’arma sarà disponibile in 9×21 mm.

Nella stessa giornata sono state presentate e provate a fuoco, con eccellenti risultati, le munizioni .338 Norma Magnum e il nuovo Smart Magnum 10,3×68 proposto da RWS, il cui rinculo è appena un po’ superiore a quello di un .375 Holland & Holland ma più lungo e quindi meno tormentoso, al punto che non è troppo difficile ripetere in velocità il colpo. Quanto al .338 Norma Magnum, la botta alla spalla è vigorosa ma a differenza dell’omonimo calibro che va per la maggiore è sparabile senza troppe difficoltà.

Il nuovo calibro di RWS è lo Smart Magnum 10,3x68.
Il nuovo calibro di RWS è lo Smart Magnum 10,3×68.

Provata a 500 metri, la cartuccia si è dimostrata molto precisa, tanto che il miglior tiratore – sempre lo stesso tutti gli anni, è un fuoriclasse e non c’è proprio competizione – ha fatto una strepitosa rosata inseribile in un cerchio di meno di cinque centimetri. Sarà che nel tunnel si spara tranquilli e non c’è vento, ma a quella distanza il risultato è eccezionale, anche con munizioni tipo Match come quelle che ci hanno fatto provare: quasi una prestazione da Bench Rest.

Extra Shooting Day, perché non era indicato tra gli espositori, ma visto per primo in quanto era all’esterno del tepee, Udo Röch (www.udoroeck.de) presentava una interessante altana installata su un fuoristrada Steyr-Daimler-Puch e ripiegabile, che può essere separata e lasciata momentaneamente nel bosco consentendo l’uso dell’auto senza sovrastrutture.

L’altana mobile presentata da Udo Röch.
L’altana mobile di Udo Röch.

Una parte anteriore dell’altana, normalmente chiusa, consente di allungarne il pavimento in modo tale che all’interno si possa anche dormire sdraiati in attesa dell’alba. Va da sé che l’installazione ha immediatamente catturato l’attenzione di tutti i cacciatori presenti tra i giornalisti.Nel corso della giornata si sentivano spari a raffica: si trattava delle prove della nuova mitragliatrice di Heckler & Koch. Sarebbe stata una golosa anteprima, anche se meno interessante per i cacciatori puri: tutti abbiamo provato a chiedere, perfino a persone diverse, di poter dare un’occhiata anche senza fotocamera, ma non c’è stato niente da fare.

Il delizioso Doppelbuechsdrilling di Merkel è stato apprezzato da tutti; ottimo nel tiro a palla, è stato usato per il divertente esercizio multiplo.
Il delizioso Doppelbuechsdrilling di Merkel è stato apprezzato da tutti; ottimo nel tiro a palla, è stato usato per il divertente esercizio multiplo.

Le ottiche

Per il resto, le altre novità erano costituite dalle ottiche, benché in parte già viste a Las Vegas. Zeiss presentava ufficialmente i binocoli 8×25 e 10×25, pieghevoli in modo asimmetrico per minimizzare lo spazio quando chiusi, mentre GeCo aveva ben tre nuove linee di binocoli e cannocchiali, con il binocolo più costoso della serie Gold, quella di qualità superiore, collocato sotto i mille euro. Non è stata naturalmente possibile una prova intensiva, ma quella del lampione ha dato ottimi risultati e l’osservazione in forte controluce, che di giorno si può sempre fare, ha mostrato aberrazioni cromatiche assolutamente ridotte senza percepibili curvature di campo né distorsioni, almeno per quanto si è potuto stabilire in breve tempo e con una osservazione frettolosa.

L’impressionante Kahles K1050 10-50x56 MOAK.
L’impressionante Kahles K1050 10-50×56 MOAK.

Kahles aveva portato due nuovi cannocchiali; la qualità è molto buona e i prezzi si collocano sulla fascia media del mercato. RUAG ha investito parecchio sulle ottiche dei propri marchi, sia quelle di Kahles sia quelle di GeCo, che saranno tutte distribuite da RUAG Italia.

Le ottiche di GeCo appartengono a due serie: Black e Gold; quest’ultima è quella di categoria premium.
Le ottiche di GeCo appartengono a due serie: Black e Gold; quest’ultima è quella di categoria premium.

Sulle linee di tiro è stato possibile provare i nuovi cannocchiali di Leica, Zeiss, Kahles e GeCo montati sulle armi dei marchi espositori prima citati. I tiri sono avvenuti a 100, 150, 300 e 500 metri; in più c’era lo stand a 70 metri del divertente esercizio multiplo, in cui a tempo si doveva sparare con una Merkel Helix a tre bersagli per poi trasferirsi alla postazione a fianco dove con un Doppelbuchsdrilling di Merkel bisognava tirare due colpi a una sagoma di bufalo, che dopo il primo avanzava con rapidità su una rotaia, mentre il terzo colpo doveva rompere un piattello. Il vostro cronista non ha fatto un gran risultato come tempi e precisione, ma all’esame dei bersagli è l’unico che non sarebbe stato raggiunto dal bufalo che caricava.

In conclusione

Non solo armi e munizioni: l’osservazione del mini-stand di Härkila, che nel corso della giornata ha cambiato i prodotti esposti per consentire una panoramica più ampia su di essi, ha anticipato una tendenza – in fin dei conti alle fiere si va non solo per i prodotti, ma anche per individuare le nuove inclinazioni – che ha trovato largo riscontro all’IWA, e cioè la riscoperta del Loden e della lana in genere, poi vista in molti stand di abbigliamento venatorio. Si è infine riscoperto che la lana è silenziosa, non si carica elettrostaticamente, non fa scintille o crepitii quando ce la si toglie di dosso; in fin dei colpi, se generazioni di cacciatori mitteleuropei hanno continuato per secoli a usarla vuol dire che qualche ungulato dovevano pur averlo portato a casa.

Härkila per la prima volta aveva una serie di quattro coltelli da caccia; questo è l’Oder. Tutti i prodotti Härkila sono collaudati dagli utilizzatori.
Härkila per la prima volta aveva una serie di quattro coltelli da caccia; questo è l’Oder.

Se il pasto del mezzogiorno è stato di soli panini – così abbiamo avuto più tempo per le prove a fuoco – la serata si è prolungata, come nella passata edizione, con l’apertura del bar e, visto che gli invitati erano tutti in un modo o nell’altro cacciatori, con un cinghiale che aveva passato il pomeriggio sullo spiedo. D’altronde è noto che tutti i salmi finiscono in gloria.