IWA 2017 a Norimberga

IWA 2017 a Norimberga

È del tutto impossibile, per una sola persona, tracciare un quadro esaustivo di una fiera come la tedesca IWA, che si articola su nove sale e centomila metri quadrati di spazio, con 1.515 espositori da tutto il mondo, ma vi vogliamo raccontare alcune interessanti novità.

Operatori in attesa dell'apertura dei cancelli di IWA 2017.
Operatori in attesa dell’apertura dei cancelli di IWA 2017.

A volerli visitare tutti, nel tempo che resta dopo le irrinunciabili conferenze stampa e gli appuntamenti già presi, dall’Italia o dallo Shot Show, è stato calcolato che tenendo conto dei tempi per gli spostamenti a ciascun espositore si potrebbe dedicare una visita di durata inferiore ai trenta secondi. Un po’ poco, per un reportage esaustivo: se allo stand appena raggiunto gli espositori sono impegnati a parlare con altre persone – di solito potenziali clienti quindi ben più importanti di un giornalista, almeno dal loro punto di vista – non c’è nemmeno il tempo di richiedere una cartella stampa.

La carabina Kekki Deluxe, con attacchi ricavati di pezzo con l’azione.
La carabina Kekki Deluxe, con attacchi ricavati di pezzo con l’azione.

Il resoconto sarà quindi necessariamente stringato, con focalizzazione sulle armi inconsuete o su quegli oggetti che non si vedranno mai in Italia: in questo modo sarà possibile completare la panoramica già iniziata negli Stati Uniti allo Shot Show, senza rincorrere il nuovo a ogni costo. Cosa sempre possibile, perché le soluzioni inconsuete o innovative ci sono sempre. Solo che in alcuni casi non si riesce a identificare quale fosse il problema che si era posto il progettista di tali innovazioni; il rischio è quello di esporre soluzioni fantasiose per problemi inesistenti o già risolti con successo. Detto tutto questo, e scontata la scarsa o deplorevole qualità delle foto che si riesce a scattare in fiera, ho scelto alcuni oggetti che ritengo interessanti. La scelta è assolutamente individuale e me ne assumo ogni responsabilità.

Le novità

Per incominciare, chi ritiene che l’eccellenza nelle carabine a otturatore girevole-scorrevole sia tedesca, inglese o americana, non ha mai visto le carabine Kekki. Sono realizzate interamente dal pieno (e fin qui nulla di clamoroso, anche Concari le fa così) ma hanno in più di ogni altra arma consimile la caratteristica degli attacchi per il cannocchiale realizzati dal pieno in un sol pezzo con l’azione. Esercizio che implica la piena fiducia nelle proprie capacità, visto che in caso di errore occorre buttare via l’azione, ma esercizio risolutivo. Acquistando un nuovo cannocchiale, lo si metterà in orizzontale e si mirerà a un bersaglio, diciamo a cento metri, che sia alla stessa altezza da terra del centro della lente frontale. Si porta il reticolo a coincidere con il bersaglio e con ciò lo si porta a essere centrato nello scafo ottico. Si possono centrare così tanti cannocchiali quanti se ne vogliono; sostituendo l’ottica sulla carabina basterà riportare le regolazioni delle torrette della prima ottica, che sarà stata centrata allo stesso modo prima di montarla, e non occorreranno ulteriori tarature.

Il coltello realizzato da Maserin ma non adottato dalla Polizia di Stato.
Il coltello realizzato da Maserin ma non adottato dalla Polizia di Stato.

Segue un oggetto che non vedrete mai, a meno che le richieste da gruppi per la Protezione Civile siano tali da farlo mettere in produzione. È un coltello da soccorso di Maserin che era stato elaborato per la Polizia di Stato, la quale poi non ha provveduto all’adozione. Al momento il coltello non ha un nome, ma se fosse messo in produzione sicuramente gliene verrebbe assegnato uno.

A oltre un anno dalla prima presentazione, la Beretta APX è disponibile anche sul mercato civile, camerata per l’italico 9×21 da noi e in 9 Parabellum in tutto il resto del mondo. Ho provato la pistola a dicembre e l’ergonomia è straordinaria. Questo non ha solo importanza sul mercato militare, nel quale l’addestramento al tiro si svolge in tempi nettamente più brevi, ma è importante anche nel mercato civile; se infatti per i militari è facile programmare l’addestramento al tiro, un padre di famiglia che abbia la pistola in casa per difesa non sempre ha tempo disponibile per il poligono e in caso di minaccia è necessario incapacitare prontamente l’aggressore senza danni collaterali. Sempre ammesso che i burocrati europei che girano con la scorta e l’auto blu non decidano che per loro il pericolo non esiste, e degli altri chissenefrega.

La Beretta APX è disponibile anche nel nostrano calibro 9x21.
La Beretta APX è disponibile anche nel nostrano calibro 9×21.

Abbiamo parlato poco sopra di attacchi e veniamo alle ottiche. In aggiunta a quanto presentato allo Shooting Day da altri produttori, anche Browning ha voluto proporre una linea di cannocchiali: quelli di Kite Optics con cui l’azienda armiera ha instaurato un rapporto che non si limita alla commercializzazione ma investe l’intero progetto dell’ottica. La qualità è molto buona, non c’è plastica ma solo metallo, niente pezzi incollati ma tutti montati individualmente e soprattutto una serie di attacchi per le varie armi lunghe Browning a canna rigata; si può smontare l’ottica da una carabina e trasferirla su un’altra senza perdere la taratura.

Basette Browning adatte a ciascun loro fucile, per il montaggio dei cannocchiali Kite con cui l’azienda di Herstal oggi collabora. Qui il K8P ND2 2-12x50i.
Browning offre basi per il montaggio dei cannocchiali Kite su ogni suo fucile. Nella foto il modello K8P ND2,2-12x50i.

Restiamo nel campo degli strumenti di mira per segnalare l’Aimpoint dedicato ai fucili sovrapposti o semiautomatici a canna liscia. In teoria, se il fucile è stato realizzato su misura, con il portarlo alla spalla si dovrebbe essere già naturalmente in punteria, ma i non pochi cinghialai che tirano a palla asciutta e usano un fucile del commercio apprezzeranno sicuramente l’oggetto. Sempre per chi tira a palla asciutta ci sono le palle Monolit 32 di Dupleks, che si possono usare anche in canne strozzate. Filmati proiettati in loco mostravano alci, cervi e imponenti cinghiali abbattuti con la Monolit 32.

In Turchia la qualità delle armi è molto migliorata: Ata Arms esponeva la pistola AP15 con finitura esterna in nitruro di titanio. Se vi ricorda da vicino qualche arma di altro produttore, non dubitate della vostra memoria: è proprio così. Per contro la Sarsilmaz SAR-9, pur mantenendo lo stravisto impianto a percussore lanciato o striker operated ha cercato di differenziarsi almeno in alcuni stilemi.

La Turchia avanza: la pistola AP15 di Ata Arms.
La Turchia avanza: la pistola AP15 di Ata Arms.

Sempre in tema di armi turche, Ukzon aveva il fucile bullpup UNG-12, in cui la sigla UNG significa Ukzon New Generation. L’impostazione è tattica, l’aspetto è guerresco, il funzionamento è semiautomatico e personalmente vedrei molto più adeguata della pistola mitragliatrice o della semplice pistola un’arma di questo tipo sia ai posti di blocco sia in mano alle guardie giurate. Il rischio di danni dovuti a un proiettile vagante sarebbe decisamente ridotto.

Per continuare con un’arma lunga, Lynx aveva la carabina TD15 con estetica a dir poco variegata: a otturatore solo scorrevole, con manetta tipo Schmidt-Rubin e sicura tipo Garand. La chiusura è affidata a un blocchetto mobile che si colloca dove, nelle armi a otturatore girevole-scorrevole, c’è l’incavo per il manubrio dell’otturatore. Il sistema è senza dubbio innovativo, anche se il concetto del blocco con un puntone c’era già, pur realizzato in altro modo, nei Mannlicher M85, M86 e M1888/90.

La carabina Lynx TD15 ha alcuni aspetti estetici che interesseranno i collezionisti di ex ordinanza: manetta Schmidt-Rubin e sicura tipo Garand.
La carabina Lynx TD15 ha alcuni aspetti estetici che interesseranno i collezionisti di ex ordinanza: manetta Schmidt-Rubin e sicura tipo Garand.

Sempre scenografica la presentazione Benelli, che quest’anno mostrava un semiautomatico Raffaello con ricchissima incisione come fucile del cinquantenario dell’azienda.

In tema di armi per i sempre più scarsi tiratori accademici, Walther aveva la nuova pistola libera FP500, che ho provato a impugnare e va in punteria con estrema facilità. Fatto importante, la pistola è leggera. Dopo anni e anni di intenso allenamento per alleviare la sensazione della fatica, finalmente qualcuno ha pensato che sia meglio ridurre direttamente la fatica, anziché la sensazione. Si fa prima.

La pistola libera FP500 proposta da Walther. Quella dei tiratori accademici è una nicchia di mercato che si va restringendo, ma qualcuno deve pur presidiarla.
La pistola libera FP500 proposta da Walther. Quella dei tiratori accademici è una nicchia di mercato che si va restringendo, ma qualcuno deve pur presidiarla.

Un gruppo di aziende cinesi consorziate aveva due carabine libere, di cui una in un delizioso stile rétro ma adattata alle esigenze agonistiche attuali, con calciolo completamente regolabile. Quella spero proprio che arrivi in Italia, sarà un Amarcord per molti tiratori, ancorché non praticanti per raggiunti limiti di età. Sia comunque chiaro che non esistono tiratori vecchi, ma solo vecchi tiratori.

Il nuovo coltello Black Mamba di Extrema Ratio: leggero, maneggevole e con un fodero che si può agganciare al cosciale o a qualunque attacco MOLLE.
Il nuovo coltello Black Mamba di Extrema Ratio: leggero, maneggevole e con un fodero che si può agganciare al cosciale o a qualunque attacco MOLLE.

Nei coltelli, una nuova proposta di Extrema Ratio, leggera e maneggevole, ha un fodero che può essere agganciato a qualunque attacco MOLLE; si chiama Black Mamba e non è ancora riportato sul loro sito, per cui è possibile che prima della messa in commercio vi siano variazioni.

Molto intelligente il coltello per bambini di Morakniv, il Rookie. È semplice, leggero, economico e consente di impratichirsi nell’uso con un rischio molto ridotto di farsi male.

In conclusione

Concludo la rassegna con due segnalazioni: nell’attuale moda dei silenziatori, già manifestatasi a Las Vegas durante lo Shot Show, anche lo Steyr SSG 08 A1 ce l’ha. Come un silenziatore sia compatibile con munizioni che non saranno subsoniche per me resta un mistero: si vede che le considerazioni commerciali fanno aggio sull’efficacia, talvolta anche sulla logica.

I silenziatori imperversano: anche il fucile sniper Steyr SSG 08 A1 ne montava uno.
I silenziatori imperversano: anche il fucile sniper Steyr SSG 08 A1 ne montava uno.

Per finire, tra le altre armi Springer aveva un drilling Sauer, quello che la Luftwaffe dava ai suoi piloti e che veniva tenuto in un apposito recesso a bordo degli aerei militari, con tutti i punzoni e con la cassetta completa e originale; erano dell’epoca anche le munizioni. Se avessi avuto il portafogli a fisarmonica, quel fucile non sarebbe rimasto lì.

Il drilling Sauer della Luftwaffe. A differenza di chi dotava i piloti di una pistola calibro .22, l’aviazione nazista forniva un’arma per difesa e per caccia.
Il drilling Sauer della Luftwaffe. A differenza di chi dotava i piloti di una pistola calibro .22, l’aviazione nazista forniva un’arma per difesa e per caccia.

La prossima edizione della fiera IWA Outdoor Classic si svolgerà dal 9 al 12 marzo 2018, sempre presso il polo fieristico di Norimberga. Per informazioni: www.iwa.info/en