La nuova legittima difesa

La nuova legittima difesa

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A poco più di dieci anni dalla prima riforma dell’articolo 52 del Codice Penale (quello che stabilisce la non punibilità di fatti che potrebbero costituire reato, se commessi per legittima difesa), visti i magri risultati ottenuti con la modifica a suo tempo introdotta e sull’onda di un vasto movimento politico e di opinione pubblica, il Parlamento ci prova ancora. I nodi che si cerca di sciogliere sono due: evitare a carico di chi subisce una intrusione in casa la “prova diabolica” di avere subìto una aggressione che metteva in pericolo la sua incolumità fisica o quella dei suoi familiari (il testo attuale permette di sparare o comunque di ferire o uccidere l’intruso a due condizioni: che non ci sia desistenza, e che vi sia pericolo di aggressione); il secondo, evitare che la difesa, pur se legittima, venga considerata eccessiva (il cosiddetto eccesso colposo di legittima difesa), con conseguente onere di risarcire il danno fisico procurato all’intruso. L’infelice formula della disposizione oggi vigente ha reso talvolta più difficile la situazione giudiziaria dell’aggredito, lasciandolo in balia dei cavilli legali di magistrati e avvocati: e non dimentichiamo, inoltre, che spesso nel processo si costituiscono parti civili i parenti del rapinatore ucciso, i quali mirano a un ristoro economico per il fatto illecito dell’aggredito.

Il testo in corso di votazione mentre scriviamo queste righe, che dopo l’approvazione da parte della Camera dei Deputati sta formando oggetto di trattativa in Senato, fa ricadere nell’alveo della legittima difesa la reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno. Secondo un emendamento proposto da un deputato, l’eccesso colposo verrebbe escluso quando l’errore è conseguenza di un grave turbamento psichico perché la vittima ha visto in pericolo la sua incolumità fisica oppure i suoi beni.

In effetti, l’escludere la colpa quando il fatto è commesso per il turbamento emotivo causato dalla percezione di una minaccia, di cui sia esclusivo responsabile l’estraneo, costituisce sicuramente un passo avanti a tutela della sicurezza e della tranquillità delle famiglie, evitando anche la beffa di dover risarcire per essersi difesi.

È evidente che la linea più oltranzista, che vorrebbe il riconoscimento dell’esimente della legittima difesa in tutti i casi in cui il padrone di casa si trovi di fronte un intruso, senza poterne conoscere con certezza le intenzioni (potrebbe trattarsi di un ladro disarmato, di un pericoloso rapinatore oppure di uno sbandato in cerca di rifugio), ha scarse probabilità di essere recepita da una maggioranza parlamentare e, forse, a giusta ragione.

Quello che però si aspettano i cittadini, questa volta, non è un’ennesima legge pasticciata frutto di un compromesso tra i partiti, ma una riforma seria, che riduca il margine di discrezionalità dei giudici, chiamati a pronunciarsi sulla legittimità o meno dell’azione difensiva e al contempo consenta a ogni persona di sapere in modo chiaro sino a quale punto l’uso delle armi o della forza fisica possa essere considerato legittimo, quando si trova di fronte un estraneo nel proprio perimetro domestico. Vedremo se la legge che alla fine sarà partorita costituirà realmente una soluzione soddisfacente del problema, o se la volontà di mediare porterà ancora a un testo compromissorio e inefficace: in ogni caso, ne riparleremo presto.

Dopo l'approvazione alla Camera dei Deputati, si attende ora il passaggio della legge in Senato.
Dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati, si attende ora il passaggio della legge in Senato.

Di seguito il testo modificato (modifiche evidenziate in grassetto)

La Camera dei deputati ha approvato, il 4 maggio 2017, la seguente proposta di legge d’iniziativa del deputato Ermini:

Modifiche agli articoli 52 e 59 del Codice Penale in materia di legittima difesa

ART. 1. (Modifiche agli articoli 52 e 59 del codice penale)

52. Difesa legittima

Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.

Fermo quanto previsto dal primo comma, si considera legittima difesa, nei casi di cui all’articolo 614, primo e secondo comma [Violazione di domicilio], la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno.

Nei casi di cui al secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o la altrui incolumità;

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

Le disposizioni di cui al secondo e al terzo comma si applicano anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

59. Circostanze non conosciute o erroneamente supposte

Le circostanze che attenuano o escludono la pena sono valutate a favore dell’agente anche se da lui non conosciute, o da lui per errore ritenute inesistenti.

Le circostanze che aggravano la pena sono valutate a carico dell’agente soltanto se da lui conosciute ovvero ignorate per colpa o ritenute inesistenti per errore determinato da colpa.

Se l’agente ritiene per errore che esistano circostanze aggravanti o attenuanti, queste non sono valutate contro o a favore di lui.

Se l’agente ritiene per errore che esistano circostanze di esclusione della pena, queste sono sempre valutate a favore di lui. Tuttavia, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo.

Nei casi di cui all’articolo 52, secondo e terzo comma, la colpa dell’agente è sempre esclusa quando l’errore è conseguenza del grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione posta in essere in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica o per la libertà personale o sessuale.

ART. 2. (Onorari e spese del difensore)

1. L’onorario e le spese spettanti al difensore della persona dichiarata non punibile per aver commesso il fatto per legittima difesa o per stato di necessità sono a carico dello Stato.

2. Per la liquidazione dell’onorario e delle spese di cui al comma 1 si osservano le disposizioni del testo unico in materia di spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.

3. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, valutati in euro 295.200 euro a decorrere dall’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della Giustizia.

4. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.