Una lanciarazzi per la Luftwaffe

Una lanciarazzi per la Luftwaffe

Nella sua semplicità, il razzo luminoso è stato per lungo tempo un mezzo di segnalazione militare (ma non solo) che in funzione dei colori e del numero di razzi poteva esprimetre molti messaggi. Vediamo insieme questa pistola lanciarazzi prodotta in Germania durante la Seconda guerra mondiale.

Durante la Seconda guerra mondiale non era sempre possibile fare affidamento sulla radio per le comunicazioni aria-terra che dovevano essere effettuate da un aeroplano: le radio dell’epoca erano a valvole e per quanto potessero essere isolate dalle vibrazioni, erano fragili. In caso di abbattimento con atterraggio di fortuna, nella quasi totalità dei casi qualche valvola si rompeva, mettendo fuori uso l’apparecchio. Con i razzi, invece, una forma di comunicazione era sempre assicurata anche se più semplice e limitata.

La Fliegerleuchpistole fu prodotta, dai sei diversi costruttori, in 84.255 esemplari
La Fliegerleuchpistole fu prodotta, dai sei diversi costruttori, in 84.255 esemplari

Siamo abituati a pensare a un attrezzo per il lancio di razzi da segnalazione immaginandolo solo sotto forma di pistola, ma l’aeronautica militare nazista, la Luftwaffe, ne adottò anche a comando remoto, realizzati da tre aziende. Quello prodotto da Hanneman doveva essere caricato prima del volo; quello di Arado Flugzeugwerke gestiva quattro razzi, era collocato nelle ali e si manovrava manualmente con sistemi meccanici o idraulici mentre quello di Elektromekanik, sempre da quattro razzi, era attivato elettricamente per mezzo di una tastiera che consentiva di scegliere il razzo da lanciare. Tuttavia una pistola lanciarazzi aveva il vantaggio di poter essere portata fuori dal velivolo, pesava poco, era maneggevole e funzionava anche quando i sistemi di bordo, elettrici e idraulici, avevano smesso di funzionare.

Vista così, la volata è piuttosto impressionante. Naturalmente non sarebbe possibile sparare una cartuccia da caccia calibro 4.
Vista dal davanti, la volata della lanciarazzi in calibro 4 è decisamente impressionante.

E vista l’importanza della Luftwaffe e le esperienze durante la Guerra di Spagna, si decise la produzione estesa della Fliegerleuchtpistole, il cui esemplare più frequentemente incontrato è il modello L, realizzato da Krieghoff. Oltre che da Krieghoff (codici criptici HK e fsz), l’arma fu realizzata anche da Emil Eckholdt (codici ECKO e ojr), un costruttore di armi da caccia di Suhl, e da Bittner (codici GBW e gpt), Menz (codice AM), Hugo Eckholdt e Sander, qui citati in ordine decrescente di pezzi prodotti. Agli ultimi due, produttori rispettivamente di soli 500 e di 355 esemplari, non fu assegnato un codice militare.

La Fliegerleuchtpistole di Emil Eckholdt

L’arma che stiamo esaminando fu costruita da Emil Eckholdt, di cui si osserva il codice ECKO inscritto in un ovale insieme all’anno di produzione e al Waffenamt sul lato sinistro. La costruzione è superba; le viti passanti hanno tutte uno speciale dado rotondo che per lo smontaggio richiede un attrezzo apposito mentre la testa delle altre viti ha la propria vite di fermo. Solo verso la fine del conflitto si propose qualche semplificazione della Fliegerleuchpistole, che è composta da ben ottanta pezzi.

La vista superiore dichiara la costruzione massiccia. Sulle canne sono punzonati l’indicazione del calibro e il Waffenamt nazista.
La vista superiore dichiara la costruzione massiccia. Sulle canne sono punzonati il calibro e il Waffenamt nazista.

Altri punzoni sull’arma sono l’indicazione della posizione di sicura o di fuoco in prossimità dell’apposita leva, l’indicazione della canna da attivarsi ai lati dell’opportuno comando dietro la culatta (la posizione centrale del comando provoca lo sparo di entrambe le canne), un Waffenamt con indicazioni di accettazione e uno scudo sotto il selettore, in posizione centrale, che corrisponde al punzone di accettazione per la prova finale a polvere nera del Banco di Suhl mentre sul lato destro c’è solo la matricola e su entrambe le canne sono impressi un’aquila e il numero 4 inscritto in un cerchio che indica il calibro dell’arma, il 4-bore che corrisponde a 26,5 millimetri.

Caratteristiche tecniche

L’apertura dell’arma si effettua spingendo in avanti la durissima leva posta sotto il guardamano. Il motivo del notevole sforzo necessario è che la stessa leva provvede all’armamento dei cani e all’inserimento della sicura; le molle dei cani dopo l’armamento sollevano due pistoncini posti sulla carcassa, che peraltro sporgono anche a camera vuota e indicano solo che la corrispondente canna, se carica, è pronta al fuoco. Progettata negli anni del riarmo tedesco, l’arma è stata disegnata e realizzata senza risparmio, al meglio delle possibilità dell’epoca; i materiali impiegati sono l’alluminio per canne e carcassa, e il bronzo.

Il numero sul lato sinistro è quello della commessa. Notare le viti di fermo: la costruzione è alquanto raffinata, molto tedesca.
Il numero sul lato sinistro è quello della commessa. La costruzione è alquanto raffinata.

L’acciaio è utilizzato solo per le viti; la finitura nera dell’arma è eseguita con una verniciatura a regola d’arte. Le canne sono prodotte a partire da un solo pezzo di alluminio opportunamente sagomato e forato, e mentre l’esterno è finito con cura, esse portano all’interno ben visibili i segni della lavorazione. D’altra parte a una pistola lanciarazzi non è richiesta una particolare precisione di tiro, anche se ne furono realizzati alcuni modelli con canna rigata.

Un bell’oggetto da collezione

La Fliegerleuchtpistole fu prodotta, dai sei costruttori, in 84.255 esemplari, un numero spropositato se rapportato agli aerei ma giustificato dal fatto che in guerra occorre sempre prevedere le perdite. Di questa pistola esiste una più rara versione con calciolo e mire estensibili, prodotta in pochissimi esemplari, della quale i falsi in circolazione sono molte volte più numerosi dei pezzi autentici.

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Agendo sulla dura leva sotto il guardamano l’arma si apre per il caricamento.

In uno sforzo di semplificazione, nell’ultimo periodo del conflitto la pistola fu realizzata priva di sicura e del meccanismo che la introduceva meccanicamente all’atto dell’armamento dei cani. Dopo la guerra essa fu ancora utilizzata da alcuni tra i Paesi vincitori o i loro satelliti: se ne conosce un esemplare, negli Stati Uniti, che sotto il calcio nasconde punzoni jugoslavi.

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