Leica Trinovid 10×25

Leica Trinovid 10×25

Un prodotto buono resta tale anche se nel tempo vengono messe a punto variazioni o nuove serie. Nel nostro caso, anche se è stato presentato l’Ultravid, il Trinovid continua a essere presente nel catalogo Leica: costa meno e resta eccellente.

Leica ha due tipi di mercato. Uno è quello dei collezionisti, soprattutto rivolto al mondo della fotografia. Qui, se la qualità delle ottiche è indiscutibile e il Summicron a focale 2 è ancora oggi un punto di riferimento, la gamma dei prezzi degli apparati fotografici si spiega sostanzialmente con l’entusiasmo degli amatori e con l’assenza di concorrenti.

L’altro mercato è quello delle ottiche, scientifiche e da caccia, in cui la produzione è tutta nel segmento premium che, benché poco affollato, è comunque presidiato anche da altri costruttori. Qui i prezzi continuano necessariamente a essere robusti, perché la qualità ha i suoi costi, ma sono paragonabili a quelli degli altri operatori che insistono sullo stesso segmento.

La significativa retroproiezione all’estrazione della conchiglia vuol dire che a conchiglie inserite chi porta gli occhiali non avrà problemi.
La significativa retroproiezione all’estrazione della conchiglia vuol dire che a conchiglie inserite chi porta gli occhiali non avrà problemi.

La qualità, naturalmente, non è solo questione di costi, perché dipende dall’organizzazione del lavoro, dalla lunga esperienza e, infine, dal puntiglio di chi ci opera nel far sì che ogni singolo momento della produzione sia portato a termine in modo ineccepibile. Chi parte dal concetto che “questo non è ancora a posto ma andiamo avanti e lo sistemeremo poi” non farà mai un prodotto premium nel proprio settore e segnatamente non in quello dell’ottica. E con questo abbiamo spiegato perché i produttori di ottiche del segmento di assoluta eccellenza si contino sulle dita di una mano.

Fatta questa premessa, del tutto superflua per chi conosce i prodotti e i produttori ma necessaria per chi ha visto binocoli 10x a quaranta euro ed è convinto che ogni binocolo più costoso sia uno spreco di denaro, parliamo finalmente di questo Trinovid 10×25.

Leggero, con grandi prestazioni

Se cercate un binocolo per osservazioni notturne, magari con il solo chiarore della luna, non è questo il prodotto che vi serve. Ma se cercate un binocolo leggero, dalle prestazioni eccellenti, trasportabile ovunque senza sforzo e sempre a disposizione, la gamma dei piccoli grandi binocoli Leica offre quello che state cercando.

Si tratta di oggetti che, piegati, sono poco più grandi di un pacchetto di sigarette e pesano davvero poco; il 10×25 con il suo astuccio di Cordura e il laccetto per appenderlo al collo pesa complessivamente solo tre ettogrammi. E senza uso di scocche di policarbonato.

La correzione diottrica è sulla parte anteriore del tubo destro; non è immediata da raggiungere ma è difficile una staratura involontaria.
La correzione diottrica è sulla parte anteriore del tubo destro; non è immediata da raggiungere ma è difficile una staratura involontaria.

Le plastiche vanno di moda e non richiedono precisissime lavorazioni meccaniche con raffinate macchine utensili, ma qui non si sono usate scorciatoie e la rigida struttura, necessaria per mantenere nel tempo quell’allineamento di lenti e prismi che è stato effettuato e controllato in fabbrica, è di alluminio.

I risultati si vedono, nel senso letterale del termine. Il confronto tra questo binocolino e il cannocchiale 20x del poligono, di qualità molto corrente perché strumento dato in uso a tutti, è stato impietoso. Come sempre – e Leica lo sa perché al pari di un altro costruttore del segmento premium fa anche microscopi – gli ingrandimenti contano poco e la vera discriminante è nel potere risolutivo dell’apparato ottico.

Le conchiglie rigide degli oculari sono retrattili per consentire l’uso da parte dei portatori di occhiali; il binocolo può comunque essere tenuto nella custodia con le conchiglie estratte.

La correzione diottrica del Trinovid 10×25 si effettua sulla parte anteriore del tubo destro, in posizione piuttosto lontana dalla rotella centrale di messa a fuoco; questo significa protezione da starature involontarie che possono avvenire muovendo le conchiglie se la correzione fosse su una di esse. Un punto bianco, al quale corrisponde una graduazione sull’anello di regolazione, consente di ripristinarla velocemente se per caso si sia prestato il binocolo a una persona con un visus diverso dal proprio.

Un punto bianco e una graduazione consentono il veloce ripristino della correzione se l’ottica è usata da persone con visus diverso.
Un punto bianco e una graduazione consentono il veloce ripristino della correzione se l’ottica è usata da persone con visus diverso.

La struttura ottica del Trinovid è con prismi a tetto, quella che consente il minimo peso e ingombro, cioè le qualità cercate in questa categoria di binocoli. Il progetto ottico è a sei lenti con trattamento HDC, sigla di cui Leica non spiega ulteriormente le caratteristiche se non dicendo che si tratta di un rivestimento antiriflesso multistrato. La correzione di fase per i prismi a tetto è indicata come P40, sigla anch’essa priva di ulteriori spiegazioni. È tuttavia vero che Leica non ha mai fatto affidamento su miracolistiche sigle da strillare negli spot pubblicitari: anni fa a Wetzlar, parlando di microscopi, gli specialisti della Casa ci dissero che chi sa discernere la qualità delle lenti osservando un vetrino di diatomee in illuminazione di Köhler non ha bisogno di spiegazioni tecniche, e per gli altri esse sono inutili. Non ci sentiamo di dare loro torto.

Praticamente assenti l’aberrazione cromatica e la distorsione a cuscinetto; l’osservazione non ha praticamente rilevato coma mentre l’astigmatismo è del tutto assente anche in condizioni di forte luce e grande contrasto, notoriamente le più difficili. Ottima anche la definizione ai bordi, punto dolente di molti binocoli anche buoni e della totalità di quelli economici. Il campo reale di osservazione è di 4,7 gradi e la minima distanza di messa a fuoco è di 5 metri; una distanza più breve è sicuramente ottenibile da parte di un progetto ottico, ma francamente non se ne vede la necessità.

In conclusione

Sul campo, il Trinovid fornisce immagini appena leggermente “calde”; c’è chi si impanca ad assoluto giudice delle minuzie ma personalmente riteniamo auspicabile e soddisfacente questa caratteristica.

Estraendo la conchiglia destra si accede al numero di matricola; ciascun binocolo è matricolato e registrato negli archivi Leica.
Estraendo la conchiglia destra si accede al numero di matricola; ciascun binocolo è matricolato e registrato negli archivi Leica.

In sostanza: se volete avere un solo binocolo, questo non è di certo lo strumento universale perché il ridotto diametro della lente frontale non gli consente prestazioni straordinarie al chiaro di luna.

Però se cercate uno strumento che sia ai vertici delle prestazioni nella sua categoria le dimensioni compatte, il peso ridotto e la qualità ottica senza compromessi di questo Trinovid ve lo faranno prendere senz’altro in considerazione.

 

Scheda tecnica

Costruttore: Leica, Germania, http://www.leica.com/

Nazione di produzione: Portogallo

Distributore: Forest Italia, http://it.leica-camera.com/Sport-Optics

Modello: Trinovid 25

Struttura ottica: Prismi a tetto

Ingrandimenti: 10

Lente frontale: 25 mm

Angolo di campo: 4,7°

Distanza minima di messa a fuoco: 5 m

Corpo: alluminio

Peso: 307 g (con astuccio e laccetto)

Prezzo: circa 500 € (indicativo, Iva compresa)