Quindici mesi

Quindici mesi

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Il 14 marzo scorso il Parlamento europeo ha approvato le modifiche alla direttiva 477/1991 riguardanti le nuove disposizioni relative ai “controlli sull’acquisizione e sulla detenzione di armi”. La norma comunitaria è stata approvata con 491 voti favorevoli e 123 contrari; ora i Paesi membri hanno quindici mesi di tempo per recepirla. Se ci seguite da un po’ saprete di che cosa stiamo parlando: spacciandole per provvedimenti destinati ad arginare il fenomeno del terrorismo islamico, sono state introdotte forti limitazioni al possesso di armi da parte dei cittadini della unione europea (questa volta usiamo le minuscole, perché è così che oggi la vediamo). Anche se non è ancora esattamente chiaro che cosa succederà ora, visto che l’Italia potrebbe anche non recepire integralmente il testo approvato, vediamo che cosa è invece certo.

Ma cosa dice la direttiva 477/1991? Innanzitutto le repliche di armi ad avancarica – che, se monocolpo, in Italia e in molti altri Paesi sono di libera vendita – vengono equiparate alle armi da fuoco tout court. Sono poi proibite tutte le armi automatiche demilitarizzate, salvo deroga (assai improbabile) da parte dell’Italia, e quelle lunghe a percussione centrale e semiautomatiche che consentono di sparare più di undici colpi senza ricaricare. Per le armi corte il limite di cartucce nel serbatoio dovrebbe essere di venti: il condizionale è d’obbligo, perché in fase di recepimento sarà possibile introdurre ulteriori restrizioni, peraltro già da tempo in vigore in Italia. Le armi B7 (i cosiddetti Black Rifle, per intenderci) di fatto diventano B9 – anche se non si è ancora capito bene che cosa voglia dire, e che cosa ciò implichi – e per poter collezionare o acquistare armi demilitarizzate e detenere serbatoi con capienza superiore ai venti colpi si deve dimostrare di avere provveduto a misure di sicurezza abitativa a tutta prova e/o di praticare l’attività sportiva da almeno dodici mesi.

Il Parlamento Europeo: da qui è uscita la direttiva 447.
Il Parlamento Europeo: da qui è uscita la disastrosa direttiva 477.

Come dicevamo, tutto sta a come l’Italia recepirà la direttiva, anche se l’orientamento generale dei nostri politici pare essere al novanta percento contrario alle armi. Per la cronaca, e senza volerla commentare, riportiamo che tra gli europarlamentari italiani solo quelli della Lega Nord hanno votato contro questo provvedimento.

Scriviamo questo editoriale mentre ancora si parla dell’ennesimo attentato di matrice islamica che ha gettato nel terrore Londra con una automobile e un coltello, senza utilizzare armi da fuoco. Con tutto il rispetto per le vittime che quel terrorista ha causato ci domandiamo se questa sia veramente l’Europa in cui cresceranno i nostri figli, una unione in mano a burocrati inetti e in mala fede in cui il cittadino incensurato vede calpestati i propri diritti mentre il solito squilibrato di turno, già ampiamente noto alla polizia e segnalato come pericoloso, può impunemente fare strage di innocenti. Uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, Benjamin Franklin, una volta scrisse: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza“. Oggi più che mai questa frase è attuale.