Schiere di soldatini, ma anche molto altro,

Schiere di soldatini, ma anche molto altro,

Dedicato a tutte le forme di modellismo statico, il Museo Comunale del Figurino Storico di Calenzano è una realtà nata alle porte di Firenze con il contributo di diverse associazioni volontarie. Entriamo nel castello medievale che lo ospita e iniziamo la visita.

Il castello di Calenzano, sede del Museo Comunale del Figurino Storico.
Il castello di Calenzano, sede del Museo Comunale del Figurino Storico.

Calenzano si trova nell’hinterland fiorentino. Oggi non c’è soluzione di continuità tra le case moderne della periferia di Firenze e quelle di questo borgo, ma un tempo tra le mura della città gigliata e il nucleo storico di Calenzano c’era molta campagna, campagna vera e disabitata, da attraversare a piedi o, i più fortunati, a cavallo o su carri, se si voleva recarsi in città.

Una delle vetrine del museo dedicate alla Grande Guerra: figurini e un elmetto Adrian, oltre a diorami e oggetti storici e rievocativi.
Una delle vetrine del museo dedicate alla Grande Guerra: figurini e un elmetto Adrian, oltre a diorami e oggetti storici e rievocativi.

A testimonianza di quei tempi rimane, in posizione dominante su un’altura appena a ridosso della modernissima casa del popolo, il castello di Calenzano. Sorto nel XII secolo a opera dei conti Guidi, potente famiglia feudale vassalla dell’imperatore Enrico VI, nel XIII secolo il borgo fortificato diventa parte strategica delle difese di Firenze: una vera e propria sentinella di pietra alle sue porte. Resisterà inespugnato fino alla notte del 4-5 ottobre 1325 quando Castruccio Castracani, signore di Lucca, in guerra con i fiorentini, lo prende d’assalto con le sue truppe e lo conquista mettendolo a ferro e fuoco. Proprio a seguito di questo episodio viene costruita una terza cerchia di mura che nel 1364 contribuirà a rendere imprendibile la fortificazione, nel frattempo ricostruita, ai mercenari inglesi e pisani di Giovanni Acuto. Dalla fine del Trecento il castello perde via via la sua funzione militare, e nel 2004, dopo un lungo e accurato restauro, una sua parte è stata aperta al pubblico e ospita iniziative legate alla cultura e alla storia. Nel novero di queste è rientrata l’accoglienza permanente in alcune delle sue sale del Museo del Figurino Storico.

La nascita del Museo del Figurino Storico

Il museo viene istituito nel 1981. L’iniziativa si deve al successo di una mostra, organizzata dall’amministrazione comunale e dal Club del Soldatino e della Figurina Storica di Calenzano, intitolata Guerra e Assoldati in Toscana 1260-1364, e alla quale partecipano i maggiori esperti modellisti italiani ed europei. Il soldatino e il figurino storico sono una chiave di accesso allo studio della storia.

Il modellismo aereo ha un’intera teca che ospita diversi velivoli dell’Asse e delle forze alleate impegnate nell’ultimo conflitto mondiale.
Il modellismo aereo ha un’intera teca con velivoli dell’Asse e delle forze alleate impegnate nell’ultimo conflitto mondiale.

Proprio per questo i modellini sia militari che civili esposti nelle sale del museo nascono da una precisa e rigorosa indagine storica che prende in esame abbigliamento e armamento individuale e, in caso di diorami, (ovvero plastici complessi con più figure) il contesto naturale e climatico in cui si è svolto l’avvenimento oggetto della ricostruzione. La Fondazione del Museo Stibbert di Firenze – associazione che cura lo storico museo fiorentino che espone le raccolte, tra cui quelle di armi e armature europee e orientali, del bizzarro collezionista Frederick Stibbert – si interessa alla mostra e la ospita al suo interno fino appunto al 2004 quando il Castello di Calenzano è finalmente in grado di accogliere il museo dentro le sue mura.

I pezzi del museo

Il museo attualmente conta oltre tremila realizzazioni in scala, ma anche toys e reperti oltre che interessanti documenti cartacei, manichini e pannelli esplicativi. Ma la caratteristica peculiare, e sicuramente il suo punto di forza, è la chiarezza dei percorsi espositivi. Al suo ingresso il visitatore, attraverso un itinerario ben studiato, viene introdotto nel mondo del modellismo. Vetrine e pannelli illustrano la storia dei soldatini nelle loro diverse tipologie, chiariscono le diverse fasi dell’assemblaggio di un singolo pezzo o della realizzazione di un diorama, in modo tale che anche l’ospite digiuno di ogni nozione relativa a questo affascinante mondo possa essere pronto per affrontare il successivo itinerario che lo conduce, seguendo una immaginaria linea temporale, attraverso la storia.

Anche gli appassionati di uniformologia troveranno interessante il museo di Calenzano: ecco un fante del corpo di spedizione brasiliano.
Anche gli appassionati di uniformi troveranno interessante il museo: ecco un fante del corpo di spedizione brasiliano.

Si passa così dalle miniature che riproducono la vita degli Etruschi a quelle di epoca romana, dove uno splendido diorama inscena la vita legionaria all’interno di un castrum romano in una delle tante province dell’impero, con decine di figurini che ben raccontano il brulicare di attività che vi si svolgevano. Si è appena finito di osservare le acuminate palizzate di legno della cinta difensiva legionaria che ci si trova in mezzo a merli e ponti levatoi. Et voilà, signori: il Medioevo, le croci nere sui bianchi mantelli dei cavalieri teutonici, le nobili tenute dei membri dell’ordine di Malta impegnati in Terra Santa in scontri individuali contro scimitarre, scudi ed elmi con la mezzaluna.

Un rapida riflessione su società e guerra tra Seicento e Settecento (che avanzata ordinata quella dei prussiani di Federico il Grande di quel diorama!), e si entra in una delle epoche più appassionanti per i modellisti: l’era delle guerre napoleoniche. Ed è un trionfo di uniformi colorate, di moschetti, di file ordinate di fanti al comando di ufficiali a cavallo con copricapo piumati: la disfatta della Grande Armata in Russia ha ispirato più di un modellista, immancabili gli ussari e i dragoni con le loro sgargianti divise, e uno splendido diorama, anche qui, con i francesi a confrontarsi contro le truppe dell’ennesima coalizione antinapoleonica tra fattorie innevate, alberi ischeletriti dal ghiaccio e l’immancabile fango appiccicoso di un altro inverno di guerra in Europa.

Risorgimento e Grande Guerra sono le prossime tappe. Oltre alle miniature le teche iniziano a ospitare anche armi vere, bombe, elmetti, foto ingiallite ma cariche di significato: in aggiunta alle miniature umane l’abilità di questi veri e propri artigiani della ricostruzione storica si può ora finalmente cimentare anche su mezzi meccanici terrestri, navali e soprattutto aerei.

Un gruppo di figurini: Venticinquina fiorentina, 1260 circa.
Un gruppo di figurini: Venticinquina fiorentina, 1260 circa.

Infine l’ultima sala è occupata dai pezzi – figurini, mezzi terrestri, navali e aerei, scenette, diorami e manichini – riferiti alla Seconda guerra mondiale con particolare riferimento agli avvenimenti bellici legati allo sfondamento della Linea Gotica tedesca; non a caso, giacché Calenzano si trova proprio a ridosso delle prime propaggini dell’Appennino tosco-romagnolo dove i tedeschi si trincerarono resistendo abilmente allo strapotere alleato in termini di uomini e mezzi per diversi mesi dal 1944 al 1945.

Una cassetta didattica: serviva a insegnare agli scolari a riconoscere le bombe inesplose.
Una cassetta didattica: serviva a insegnare agli scolari a riconoscere le bombe inesplose.

Ma il museo non è un’esposizione statica. Lo testimonia il fatto che alcune vetrine sono riservate a ospitare mostre modellistiche personali o a soggetto. Non solo, agli inizi del 2005 nel castello sono stati inaugurati il centro di documentazione storica e archeologica con la collaborazione delle università di Firenze e di Siena e della Soprintendenza della Toscana; la biblioteca tematica; il giardino suggestivamente circondato dalle mura merlate; un laboratorio di restauro modellistico; infine, una sala per conferenze e proiezioni. Tutto ciò testimonia la volontà, nata dalla sinergia di associazioni modellistiche fiorentine e non, di operatori e imprenditori del settore, di privati collezionisti e di istituzioni preposte alla ricerca, di affiancare ai tradizionali strumenti di studio l’individuazione e la successiva offerta al visitatore di nuovi linguaggi per la didattica della storia come il modellismo, l’informatica, i sussidi audiovisivi, l’archeologia sperimentale e ricostruttiva in scala. E la “storia”, è proprio il caso di dirlo, non si ferma qui in quanto per il futuro sono previsti altri servizi e attività, anche via internet.

Le rievocazioni storiche

Oltre a parlarci di storia recente e passata attraverso le sale dedicate al Museo del Figurino Storico, ogni anno il castello di Calenzano ospita pure manifestazioni di vario genere, quali cerimonie in ricordo di personaggi o avvenimenti, rievocazioni storiche con figuranti e veicoli, mostre e concorsi modellistici, così allargando la propria azione di divulgazione storica.

Reenactors nel corso di una delle molte manifestazioni storiche organizzate dal Museo del Figurino Storico.
Reenactors nel corso di una delle molte manifestazioni storiche organizzate dal museo.

Tra le celebrazioni annuali a carattere rievocativo spiccano il celebre carnevale medioevale, ricostruito da figuranti in costume che in una suggestiva cornice folcloristica danno vita a diversi rituali dell’epoca, e la manifestazione. Una sottile linea verde che grazie a figuranti militari, partigiani e civili (tutti abbigliati, equipaggiati e armati, nel caso delle fazioni belligeranti, con rigore storico) e grazie a veicoli militari messi a disposizioni da appassionati privati, ricostruisce le fasi del passaggio del fronte durante la Seconda guerra mondiale con la liberazione della frazione di Legri, nelle vicinanze di Calenzano. Episodio esemplificativo dei tanti che avvennero in Toscana in quei giorni, che ci restituisce anche un interessante spaccato di vita dell’Italia dopo l’armistizio del 1943.

Per informazioni: www.museofigurinostorico.it

 

Come nasce e si assembla un figurino

 Un bellissimo esempio della maestria di Simone Tarchi.
Un bellissimo esempio della maestria di Simone Tarchi.

Nelle foto gentilmente fornite da Simone Tarchi, autore delle miniature qui riportate e appassionato modellista da diversi anni, si può intuire quanta precisione, quanta pazienza, quali strumenti e quante fasi di lavorazione stiano alla base di realizzazioni storiche come queste che prendono spunto da un’accurata documentazione. Qualche consiglio per chi voglia iniziare a dedicarsi al modellismo.

Il tavolo di lavoro del modellista, ricco di colori, pennelli, accessori vari… molti dei quali sono ideati e realizzati direttamente dal modellista stesso
Il tavolo di lavoro del modellista, ricco di colori, pennelli, accessori vari… molti dei quali sono ideati e realizzati direttamente dal modellista stesso.

 

Il magazzino dei pezzi. Dentro trovano posto pezzi di soldati, armi, parti di mezzi militari, di tutto di più. Vicino al modellista per attingere parti e arricchimenti per i soldatini ed i diorami.
Il magazzino dei pezzi. Dentro trovano posto pezzi di soldati, armi, parti di mezzi militari, di tutto di più. Vicino al modellista per attingere parti e arricchimenti per i soldatini ed i diorami.

 

I ferri per la modellazione di pezzi. Principalmente sono ferri da dentista originali o elaborati. Questo genere di ferro è il migliore in assoluto per la modellazione.
I ferri per la modellazione di pezzi. Principalmente sono ferri da dentista originali o elaborati. Questo genere di ferro è il migliore in assoluto per la modellazione.

 

Un ricco assortimento di sassi e terre varie, vegetazioni, radici, foglioline, legnetti raccolte ovunque. Non farsi ingannare dalle belle confezioni che si trovano nei negozi specializzati: la terra è terra ed i sassi sono sassi ovunque, quindi meglio fare una bella passeggiata in campagna portandosi dietro dei contenitori e raccogliere reperti in loco. Non perderete in qualità e risparmierete soldi che magari potrete utilizzare per l’acquisto di un nuovo pezzo da montare.
Un ricco assortimento di sassi e terre varie, che integrano una uguale collezione di vegetazioni, radici, foglioline, legnetti raccolte ovunque. Non farsi ingannare dalle belle confezioni che si trovano nei negozi specializzati: la terra è terra ed i sassi sono sassi ovunque, quindi meglio fare una bella passeggiata in campagna portandosi dietro dei contenitori e raccogliere reperti in loco. Non perderete in qualità e risparmierete soldi che magari potrete utilizzare per l’acquisto di un nuovo pezzo da montare.

 

Fotoincisioni. Quando occorre, se vogliamo mettere in primo piano un rametto o vogliamo mettere distintivi e decorazioni a soldati, si ricorre alle fotoincisioni. Ce ne sono di tutti i tipi, foglie, armi, ganci e lucchetti, per tutti i mezzi militari ed epoche. Molto utili e molto care!
Fotoincisioni. Quando occorre, se vogliamo mettere in primo piano un rametto o vogliamo mettere distintivi e decorazioni a soldati, si ricorre alle fotoincisioni. Ce ne sono di tutti i tipi, foglie, armi, ganci e lucchetti, per tutti i mezzi militari ed epoche. Molto utili e molto care!

 

Il modellista non butta via niente, perché sa che in un diorama tutto può servirti. Dalla stagnola delle capsule dei vini, ottima per cinghie di mitra, banderuole, etc… ai fili da pesca usati, fil di ferro trovati in strada di vari spessori, tubicini e refil di penne per tubature varie etc…
Il modellista non butta via niente, perché sa che in un diorama tutto può servirti. Dalla stagnola delle capsule dei vini, ottima per cinghie di mitra, banderuole, etc… ai fili da pesca usati, fil di ferro trovati in strada di vari spessori, tubicini e refil di penne per tubature varie etc…

 

Prima di iniziare a creare un pezzo è bene preparare il “tavolo operatorio” con tutto quel che necessita per ogni soldato: parti di corpo da assemblare e modificare, armi, equipaggiamenti…
Prima di iniziare a creare un pezzo è bene preparare il “tavolo operatorio” con tutto quel che necessita per ogni soldato: parti di corpo da assemblare e modificare, armi, equipaggiamenti…

 

L’assaggio di coloritura di un pezzo. che servirà come sfondo ai successivi passaggi di colore.
L’assaggio di coloritura di un pezzo. che servirà come sfondo ai successivi passaggi di colore.

 

Con esperienza e tecnica si arriva a questi straordinari risultati.
Con esperienza e tecnica si arriva a questi straordinari risultati.