Tutti vogliamo la Pace!

Tutti vogliamo la Pace!

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Spunto per questo editoriale è l’appello contro i cosiddetti “mercanti di morte” lanciato recentemente da Papa Francesco: «Tutti vogliamo la pace! Ma guardando questo dramma della guerra […] io mi domando: chi vende le armi a questa gente per fare la guerra? Ecco la radice del male». La reprimenda del Santo Padre ha avuto una risonanza bipartisan di cattolici e democratici, concordi con Bergoglio che se c’è la guerra non è colpa delle persone, ma è colpa delle armi. Più o meno lo stesso ragionamento di chi temeva che lasciando entrare i ragazzi alla fiera HIT di Vicenza, questi ne sarebbero usciti sconvolti e desiderosi di sparare a qualcuno.

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Ecco quindi la geniale trovata che per fermare la guerra basterebbe che la Beretta si convertisse in una fabbrica di gianduiotti, che la FN ritornasse a costruire motociclette, che dalle fabbriche della SIG Sauer uscissero trapani e ventilatori. In effetti a pensarci non ci vorrebbe neanche molto. Ci abbiamo già provato con la Valsella, azienda italiana che produceva mine antiuomo. Grazie a una moratoria adottata dal governo italiano nel 1994, l’azienda smise definitivamente di produrre mine. Questo non ha certo impedito che la gente continuasse a morire per colpa delle mine, ha semplicemente fatto sì che chi comprava le mine all’Italia ora le compra da qualcun altro. “Eh va bene, ma allora volete che la gente continui a uccidersi?” potrebbe chiederci il pacifista di turno… La risposta ovviamente è no. Noi appassionati di armi siamo le persone più pacifiche del mondo e francamente ci siamo anche un po’ stufati di essere presi per guerrafondai e potenziali serial killer. Semplicemente non vogliamo vederci togliere le armi che deteniamo in modo super controllato e assolutamente legale solo perché la maggioranza delle persone che prendono decisioni al posto nostro non sa di cosa parla, o peggio agisce in malafede. Togliere le armi ai cittadini onesti non ha mai fermato criminali e terroristi. Basta vedere quello che succede in Inghilterra, dove il bando praticamente totale delle armi civili ha avuto come conseguenza un impressionante aumento dei crimini violenti. “Però le armi, anche quelle non militari, servono a uccidere…” Certo, ogni arma da fuoco è in grado di ferire gravemente o uccidere una persona, così come un rastrello, un furgone, un secchio di benzina, un tubetto di sonniferi. Il punto non è quello. L’errore sta nell’equazione “niente più armi, niente più guerre”. Gli esseri umani si sono sempre combattuti, molto tempo prima che le armi da fuoco facessero la loro comparsa. Per fare un esempio, l’invasione Mongola dell’Asia e dell’Europa avvenuta dal 1206 al 1368 provocò oltre trenta milioni di vittime, circa il 5% della popolazione mondiale del tempo, e tutto senza disporre di una singola arma da fuoco. Un numero ancora superiore di morti, quasi quaranta milioni, fu il bilancio stimato della Guerra dei Tre Regni che si scatenò in Cina dal 184 al 280 D.C. e della pestilenza che ne seguirono. Insomma, non è che prima dell’invenzione delle armi da fuoco si andasse d’amore e d’accordo più di tanto. Possiamo capire che per un certo gruppo di persone l’uomo sia un essere privo di amor proprio e libero arbitrio, che si trasforma in assassino alla sola presenza di un’arma, ma per noi non funziona così. Non sono le armi a uccidere, sono le persone. Anche quelle che si credono migliori di noi perché professano una fede o l’altra, o perché hanno appesa alla finestra la bandiera della Pace. Che tutti vogliamo!